Forse
1 Novembre 2006 at 19:11 | In Diario | 8 Commentsforse la mia sofferenza vale meno delle altre. (cfr post precedente)
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Ciao Chiara, che è successo? Tua nonna? Io non credo affatto che la tua sofferenza valga meno delle altre, figurati. è solo che magari scrivi un post un pò criptico e non lacsi tanto trasparire le emozioni e duqnue magari chi ti legge rimane un pò bloccato. Io cmq ti sono vicina, se vuoi. Un abbraccio. ERika.
Comment di erika — 2 Novembre 2006 #
Ieri era la “festa dei morti” ed un mio caro amico mi ha inviato questa mail dall’Ecuador. Spero che ti piaccia e/o ti serva.
—–
Subject: .. muerte..
Titolo terrorifico, ma mail di vita.
Domenica l’altra alla Messa delle 9.30 nella capilla di s. Josè de Moràn abbiamo celebrato un funerale (il mio primo funerale qui). Un signore anziano che era morto sabato. Finita la Messa a piedi con la bara in spalla portata da uomini, amici e parenti, siamo andati in processione al cimitero (non molto distante… solo 3 misteri di rosario!). Tutte le macchine si fermavano e aspettavano con rispetto senza clacson o gesti di “boia can, proprio desso i gheva da pasare?” (ve lo immaginate a Padova?).
Benedizione della tomba, condoglianze, mille strette di mano, e poi con stola viola in mano mi dirigo verso l’entrata (uscita) del cimitero meditando sulla morte… su questo mistero grande… Mi si avvicina una signora vecchiotta che alla mia domanda “Què tal?” (come va?) sorridendo mi racconta dei suoi dolori, dei suoi 80 anni… E io continuo a riflettere sullo stesso tema, su come noi tante volte rimuoviamo il pensiero della morte… In mezzo a questi pensieri (non lugubri, realistici!!) arrivo al cancello dove un uomo di 70 anni con gli occhi rossi mi offre un bicchiere di plastica di vino e due biscotti. Mi ha fulminato! Un gesto di festa al cimitero… un brindisi per il morto. Un gesto di vita. Che bello! Far festa con gli occhi rossi. Mi mancava come esperienza… e mi ha commosso. Mi son fatto raccontare e mi han detto che il 2/11 le famiglie di origine indigena vanno al cimitero e dopo la messa si siedono sulla tomba e mangiano un vero e proprio pranzone. Pensando a questi gesti di festa e a come viene sentita la morte (qualcosa di drammatico, doloroso, ma normale!!) mi fanno sempre più schifo e mi fanno indignare tutti quei film sugli zombie: un po’ di rispetto per la vita, cavoli! Ho messo “rispetto per la vita” e non “rispetto per la morte” perchè credo che la morte sia una tappa, aspetto importante della nostra vita. Sarà un’esperienza interessante.. sono abbastanza curioso e, quando sarà ora, spero di poter stare attento per capire, sperimentare anche questo.
E poi tornando alla macchina altra scena splendida: un papà che dopo aver bevuto il vino si avvicina al bambino di 4 anni e dandogli il biscotto dice: “Toma, mi hijo” (prendi, figlio mio).. e il bimbetto che corre avanti di 5 passi e dà il biscotto alla sorellina di 2 anni a mano della mamma. Semplicemente splendido.
Ieri, poi hanno fatto una “minga” (lavoro comunitario) per sistemare e pulire il cimitero: uomini, donne e bambini.
Avevo lasciato questa mail interrotta perchè (ore 12.30) han suonato al campanello… una signora per un funerale. Riprendo a scrivere dopo averlo celebrato (15.30). Il giovane è morto l’altoieri sera-notte perchè imbriago, in mezzo a imbriaghi è stato accoltellato.
Non ha senso… compagnie che condividono valori sballati e che bevono non solo distruggono una vita giovane, ma, purtroppo molte famiglie (alcohol=violenza domestica)…
Tutto si gioca non sulla morte, ma su come viviamo, su come vogliamo costruire e promuovere vita. La prima resurrezione credo sia questa: costruire per altri vita, una vita bella e buona, degna di Uomini!
“Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore”. Il tempo che abbiamo da vivere qui in terra è limitato. Il pensiero della morte non è terrore, è qualcosa che ci dovrebbe aiutare a vivere bene, anzi meglio! O Gesù è morto e risorto per niente…
Viviamo bene, grati per aver condiviso con i nostri parenti e amici defunti un tratto di cammino.
Mauro dall’Ecuador
Comment di Renato — 3 Novembre 2006 #
Ooops, scusa, forse servono un paio di traduzioni dal padovano:
imbriago = ubriaco
boia can, proprio desso i gheva da pasare = boia cane, proprio adesso dovevano passare?
Comment di Renato — 3 Novembre 2006 #
… la sofferenza è sofferenza…
dai, su, coraggio; è dura, ma non c’è altro da fare che “tener botta”…
Un abbraccio
Comment di Mary — 3 Novembre 2006 #
grazie…
per quanto riguarda il padovano… me la cavo! e cmq ho chi traduce. grazie mille davvero.
Comment di chiara — 3 Novembre 2006 #
Non ti conosco ma… non esiste una classifica della sofferenza…
Comment di Blackbird — 3 Novembre 2006 #
hey Chiara ma dove sei sparita? dai fatti snetire… un abbraccio e buon weekend. Erika
Comment di erika — 10 Novembre 2006 #
…Chiarettaaa, come va? Sei nella casa nuova?
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Comment di Mary — 13 Novembre 2006 #